Risanamento conservativo contrada Furfulera (So)

Risanamento conservativo contrada Furfulera, comune di Tartano (So)

A partire dal 1994 il recupero della contrada Furfulera ha costituito un punto di riferimento per la conservazione delle dimore rurali in Valtellina e Valchiavenna e ha portato alla costituzione di una associazione per lo studio, la conservazione e la valorizzazione delle dimore rurali italiane  (2008).

Sfida

Progetto architettonico e direzione lavori, Progettazione sicurezza e Coordinamento in fase di esecuzione: Arch. Dario Benetti
Progetto impianti: Ing. Pierre Daskas
Impresa esecutrice: Comer s.p.a.

La contrada Furfulèra o Forfolera è situata ad un chilometro e mezzo dal nucleo principale di Campo Tartano, verso l'interno della valle, appena sotto la strada provinciale che collega il nucleo di Campo con la sede comunale di Tartano, a circa 1.148 metri s.l.m. 
L'insediamento della Furfulèra fino a metà degli anni ’90 del Novecento era abbandonato ed utilizzato come maggengo; fu però un insediamento permanente come risulta dall'analisi degli stati d'anime della parrocchia di S.Agostino di Campo. Nel 1732 vi abitavano ancora tre famiglie (Speziali e Capitanelli) per un totale di 14 persone.
Il piccolo nucleo di case in pietra costituisce un importante esempio di architettura tradizionale. Si tratta di uno degli insediamenti più antichi della Val Tartano. Gli edifici sono con struttura prevalente in muratura in pietrame e rabbocchi di malta di calce. Permangono diverse aperture di origine medioevale, con piedritti e architravi in pietra e con arcaiche incisioni. Su un architrave è leggibile una millesimazione risalente ai primissimi anni del sec. XVI (1517). Il manto di copertura è in piode selvatiche, mentre il legno è utilizzato solo per le strutture orizzontali e per l'orditura del tetto..
 

Oggi la Furfulera è un luogo di accoglienza, un centro culturale sede dell'associazione Furfulera e dell'accademia della polenta ed è ancora un cantiere 

Nel 1994 l’intero nucleo fu acquisito da una società (Iknos s.r.l.) e parzialmente risanato con un intervento conservativo di risanamento e ristrutturazione che ne ha mantenuto intatte le pregevoli caratteristiche architettoniche. Il progetto di recupero ha portato alla realizzazione di 13 unità immobiliari a destinazione residenziale e di un locale ad uso collettivo. Si tratta di uno dei primi interventi di risanamento conservativo di edifici rurali in Valtellina nel rispetto delle architetture tradizionali. Nel 1996 i lavori furono parzialmente completati con la realizzazione di quattro appartamenti arredati e di un locale collettivo ad uso ripostiglio, con il completamento delle opere di urbanizzazione, con la sistemazione al rustico della rimanente parte del complesso edilizio e con la parziale sistemazione di un’area a parcheggio sul lato a monte della strada provinciale.

Un ulteriore intervento venne effettuato tra il 2008 e il 2010 dalla ditta Comer s.p.a che ha concluso i lavori di sistemazione della contrada, con la realizzazione delle finiture degli immobili attualmente al rustico e con il completamento delle sistemazioni esterne e dell’area a parcheggio

Oggi la parte conclusa della Furfulera (4 appartamenti, un salone comune dotato di cucina) è un luogo vitale di accoglienza e un punto di riferimento sociale per la Val Tartano. 
Nel salone hanno sede l'associazione Furfulera, fondata nel 2008, per lo studio, la conservazione e la valorizzazione delle dimore rurali italiane e l'accademia della polenta, promossa dalla pro loco della valle.

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